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La donazione di sangue

 

Per quale motivo dovrei donare il mio sangue?

Donare il proprio sangue significa poter salvare vite umane.
Significa mettere a disposizione della collettività, degli altri, uno strumento di insostituibile solidarietà umana. Donare sangue è un atto volontario e non retribuito, che fa appello al nostro senso civico di aiuto verso chi ne ha bisogno. In Italia non è stato ancora raggiunto l´obiettivo dell´autosufficienza nazionale: esistono ancora profondi squilibri tra le diverse regioni del nostro Paese nella raccolta del sangue. Il divario fra la raccolta e il reale fabbisogno non trova compensazione, ci si trova in uno stato di carenza e, pertanto, la donazione può contribuire a sanare questo divario.
Nessuna struttura ospedaliera è in grado di assicurare alcuna terapia trasfusionale senza la preventiva disponibilità dei donatori. Per lo stesso motivo, la disponibilità del "bene sangue" non dipende dal mercato, quindi non ha un prezzo economico. Per le ragioni esposte in precedenza, lo Stato non può che affrontare il problema - e deve farlo - con campagne di sensibilizzazione verso la popolazione, creando gli strumenti normativi per garantire la massima sicurezza possibile e l´ottimizzazione del sistema trasfusionale in tutte le sue articolazioni.


Donare sangue fa male?

Per un adulto sano che si sottopone regolarmente alle valutazioni di idoneità la donazione non comporta alcun rischio. Esistono precise disposizioni che regolano la raccolta del sangue: la quantità del sangue che viene sottratta mediamente ad ogni prelievo è minima ed è stabilita con Decreto ministeriale in 450 centimetri cubi, più o meno il 10% del totale, e comunque in percentuale inferiore al 15%. L´intervallo tra una donazione di sangue intero e l´altra non deve essere inferiore a 90 giorni. La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a 4 nell´uomo e a 2 nelle donne in età fertile. I controlli e le visite periodiche costituiscono inoltre medicina preventiva, a tutela dello stato di salute generale del donatore.


Perché è meglio che i donatori siano "periodici"?

L´attività è finalizzata a promuovere una donazione "sicura" del sangue e a rispondere efficacemente alle esigenze dei bisogni mirati e quindi programmati dei Servizi trasfusionali, in funzione dell´obiettivo della "sicurezza". Sono preferiti i donatori periodici, ovvero donatori che ad intervalli regolari si recano presso le strutture trasfusionali per donare il loro sangue. Persone che a differenza dei donatori occasionali, sono molto controllate dal punto di vista medico, poiché vengono costantemente sottoposte ad un´accurata visita e ad attenti controlli sul loro sangue. Poiché la loro scelta di donare è libera, non condizionata da altri fattori come quelli emozionali, risultano molto più affidabili degli occasionali. Il ricorso ai donatori periodici consente:
a. maggiore programmazione della raccolta del sangue;
b. possibile "conversione" dalla donazione tradizionale di sangue intero a quella differenziata mediante aferesi;
c. gestione anche delle situazioni di urgenze - emergenze;
d. di effettuare educazione sanitaria.


Cos´è la donazione di plasma?

Il sangue è composto per il 45% circa di cellule, la parte corpuscolata, e per il 55% circa di plasma, la parte liquida. Le funzioni del plasma sono numerose. Mantiene costante il volume di sangue circolante, dà ai tessuti e alle cellule sostanze prevalentemente di tipo nutritivo e di regolazione (ormoni, vitamine), raccoglie tutte le sostanze di rifiuto derivanti dal metabolismo delle cellule e le elimina attraverso le reni e il sudore, interviene nei processi di difesa immunologica e nelle coagulazioni. Oggi è possibile effettuare una donazione mirata (aferesi); cioè solo di alcuni componenti del sangue e, tra questi, il plasma. Nell´aferesi (termine greco che significa l´atto del "portar via"), attraverso l´uso di moderni apparecchi, i separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto quella componente ematica di cui si ha necessità in quel particolare momento, restituendogli, contemporaneamente, i restanti elementi. Ciascun separatore cellulare centrifuga o filtra istantaneamente il sa ngue che defluisce da un braccio del donatore trattenendo il componente ematico necessario e restituendogli il rimanente. Con il prelievo in aferesi si ottengono concentrati cellulari o plasmatici più ricchi e quindi più idonei per un´efficace terapia trasfusionale di supporto. Una volta raccolto, il plasma viene conservato diversamente dal sangue intero e dai concentrati di globuli rossi, essendo congelato (se a temperatura inferiore a 30° centigradi, può essere utilizzato per un periodo massimo di 12 mesi).


Che cos´è l´autotrasfusione?

È una procedura trasfusionale che si realizza mediante predeposito, recupero perioperatorio e postoperatorio. Il più utilizzato è il predeposito che è una tecnica trasfusionale che consiste nel prelevare il sangue da un donatore che sarà anche lo stesso ricevente, allo scopo di compensare le perdite ematiche che si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati. In questa situazione si provvede al prelievo di unità di sangue dal paziente, in fasi successive, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, alcuni giorni prima dell´intervento in modo da consentirne l´eventuale utilizzo. Il sangue così ottenuto viene conservato secondo le metodiche tradizionali e quindi restituito, in caso di necessità, durante l´operazione. I principali vantaggi dell´autotrasfusione consistono nell´eliminazione delle reazioni di incompatibilità e del rischio di trasmissione di malattie infettive; nella riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a dis tanza; nel considerevole risparmio di sangue che è possibile conseguire, soprattutto per quanto riguarda i gruppi più rari.


Ogni quanto tempo si puó donare?

La frequenza annua delle donazioni è ugualmente prevista dal Decreto ministeriale del 15 gennaio 1991 (articolo 11) e può essere di quattro volte l´anno, con intervalli minimi di tre mesi fra una donazione l´altra. Scende a due volte l´anno per la donna in età fertile.
Ogni anno 100.000 persone continuano a vivere grazie alla possibilità di effettuare trasfusioni di sangue.
Diventare donatore significa anche compiere una buona azione verso sé stessi: i controlli clinici ai quali i donatori vengono periodicamente sottoposti e le analisi effettuate in occasione di ciascuna donazione aumentano sensibilmente la probabilità di diagnosi precoce, in caso di malattia. La donazione di sangue è un atto volontario e gratuito.
La raccolta e la distribuzione del sangue sono di competenza dei centri trasfusionali.


Quanto tempo occorre per reintegrare il sangue?

La quota liquida del sangue viene ricostituita nell´arco di poche ore, grazie a meccanismi fisiologici di recupero che tendono a richiamare liquidi nel letto vascolare. La quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) viene ricostituita in tempi variabili a seconda dell´elemento cellulare considerato (massimo
alcune settimane per i globuli rossi).


Esiste un rischio di contrarre infezioni donando sangue?

Assolutamente no, perché il materiale impiegato per la donazione è totalmente sterile e viene usato una sola volta.